Pubblicato da: Fausto Piccinini | 29 giugno 2017

Gloria effimera

Ha certamente fatto tutto da solo!
Il direttore sportivo, i dirigenti della società per non parlare dei genitori, erano certamente all’oscuro di tutto.
Il ragazzo, minorenne, pare quattordicenne, è andato presso la filiale della banca più vicina, ha aperto un conto corrente, si è fatto dare una carta di credito, l’ha caricata con le paghette poi ha aperto il computer è andato nel deep web ha acquistato un ormone anabolizzante ed ha iniziato a doparsi.
Da solo.

Perché quando arriverà ad essere un professionista dovrà fare tutto da solo!
La società, i dirigenti, i direttori sportivi non ne sapranno mai nulla!

Peccato che una domenica come tante, al termine di una competizione, fortunatamente per lui, sia incappato nelle maglie dell’antidoping.

Fine della ipocrisia.

Egregi dirigenti sportivi, allenatori, e a questo punto anche genitori, non sarebbe giunto il momento di vergognarsi di approcciare lo sport in modo così volgare e per niente etico?
Il bisogno di barare nasce da una cultura che porta alla ricerca della gloria non delle necessità.
La glorificazione delle gesta così come ricercava Achille che si incensò nella battaglia di Troia perché il suo nome venisse ricordato nei secoli a venire.
“Se resterai troverai la pace, troverai una magnifica donna, avrai figli e figlie, che ne avranno a loro volta, e tutti ti ameranno, e ti ricorderanno quando morirai. Ma quando anche loro se ne andranno, i tuoi figli e i loro figli, il tuo nome sarà disperso. Se invece vai a Troia, sarai coperto di gloria, si scriveranno poemi sulle tue vittorie nei secoli a venire, il mondo intero ricorderà il tuo nome. Ma se tu vai a Troia non tornerai più, perché la tua gloria è legata fatalmente alla tua distruzione, e io non ti vedrò più.” questo il monologo della Dea Teti, madre dell’invincibile guerriero trafitto nel suo tallone, nella trasposizione cinematografica.

Questo è la cultura nella quale oggi cresciamo i nostri ragazzi allo sport, fino a farli diventare professionisti del doping che invece di accontentarsi di una magnifica donna, di avere dei figli e nipoti si vendono al diavolo glorificatore.

Dobbiamo insegnare alle nuove generazioni che gli eroi non sono quelli osannati perché saltano più alto o corrono più veloci o pedalano più forte; gli eroi sono i milioni di persone che ogni mattina si svegliano sapendo di dover affrontare una giornata di sacrifici per poter dare ai loro figli, ai loro nipoti un futuro migliore perché loro sono rimasti, perché non sono partiti alla ricerca della gloria effimera.

Cari dirigenti sportivi, allenatori, genitori e Illustre Omero il vero eroe non è Achille ma Ettore, ditelo ai vostri figli!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: