Pubblicato da: Fausto Piccinini | 10 maggio 2013

L’incapacità di rispettare le regole

Italiani popolo di santi, di poeti, di navigatori; a questi aggettivi, il discusso autore, oggi aggiungerebbe incapaci di rispettare le regole.

In un concetto generale di ricerca e capacità di sottrarci, quando ci fa comodo, quando torna a nostra vantaggio, alla applicazione di una legge, di una norma, di un regolamento ma altrettanto pedissequi nella applicazione se questa può danneggiare un nostro invidiato nemico. Questa bieca quanto insana pratica è sotto gli occhi di tutti, partendo dagli evasori fiscali per giungere alle leggi ad personam. Ed allora tutti a indignarci a stupirci di come in Italia le cose vadano sempre peggio e tutti a scagliare pietre. Poi giunge il nostro turno di violare una regola e allora giù con le giustificazioni per salvare la faccia e l’interesse che ci ha portato dalla parte di chi le pietre le riceve.

Ma il culmine lo si raggiunge quando a violare la norma siano gli stessi che prima l’avevano approvata; un vero volta faccia che solo l’individuo italiota riesce a perseguire.

E’ successo, cari amici, proprio vicino a noi, nel mondo sportivo che tutti quanti amiamo e viviamo.

Domenica 10 febbraio 2013, assemblea delle società ciclistiche Emiliano Romagnole con la commissione giovanile per definire le norme attuative regionali del regolamento dell’anno in corso. Per una caratteristica di unicità ed urgenza viene stabilito che le date dei meeting regionali giovanissimi verrano comunicate in tempi successivi alla stesura del calendario e dunque le società dovranno tenere in considerazione la possibilità che le loro manifestazioni potranno subire variazioni. Tutti d’accordo! E chi non era presente alla riunione sarebbe stato informato attraverso gli organi provinciali.

Tutto bene dunque? Certo, fin quando non si è presentata l’occasione; la richiesta di una organizzazione del meeting fuoristrada. Ecco che le società che avevano messo in calendario le loro manifestazioni insorgono contro la norma da loro stesse approvata! Non si può chiedere di spostare le manifestazioni già messe in calendario.

Un’ultima riflessione finale; alle società che hanno posto il loro diniego avrebbe fatto piacere trovarsi dalla parte opposta e ricevere a loro volta un secco rifiuto? Un Manzoniano “ai posteri l’ardua sentenza” potrebbe comunque non riuscire a dare una risposta.

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