Da tempo sostengo che nelle categorie giovanili, piccoli atleti che hanno una età compresa fra i 7 ed i 12 anni, l’agonismo abbia assunto proporzioni esasperate. L’ho scritto più volte in questo blog e alcuni giornali locali hanno anche riportato queste mie affermazioni. Oggi, il Consiglio Federale della F.C.I., ratifica questa sensazione deliberando, fra le altre iniziative antidoping, quanto segue:
“A sostegno delle azioni mirate ad un cambio culturale, necessario soprattutto nella fascia dei praticanti giovanissimi, recependo le indicazioni scaturite dalla riunione intersettoriale (strada, pista, fuoristrada) e del Settore Studi e Formazione avvenuta a Montichiari, il Consiglio Federale ha espresso l’indirizzo che le nuove norme del Settore Giovanile privilegino il carattere ludico dell’attività, abbassando il tono della prestazione per indurre le Società e i genitori ad alleggerire la pressione sui bambini che si avviano alla pratica ciclistica. La bicicletta per i più giovani deve rappresentare uno strumento di crescita, di autonomia e, soprattutto, di divertimento e di gioco con i propri coetanei.”
Una delibera che avvia il ciclismo giovanile verso una strada nuova, quella dei valori sportivi che il ciclismo, per tanti anni, ha insegnato a chi lo praticava. Ora tocca alle Società ed ai genitori recepire il cambio culturale.
E dal punto di vista pratico come intenderanno attuare questa delibera?
Da: Mad su 24 maggio 2011
alle 11:06