In tempi difficili come questi non è facile sopravvivere, la crsi finanziaria ed economica mondiale ci ha colpiti, chi più chi meno, un pò tutti; la lenta ripresa, da molti economisti dichiarata, sembra ancora una luce in fondo al tunnel. Le famiglie faticano ad arrivare a fine mese ed il numero dei disoccupati tende ancora ad aumentare. Fra questi, non solo chi ha un lavoro per così dire, normale; la crisi ha messo di mezzo anche il mondo sportivo. Così, ci si può trovare a spasso anche dopo un solo anno di attività nel modo professionistico. Uno dei tanti casi è quello di Luca Fioretti, professionista nel 2009 con la società Centri della Calzatura. Luca mi ha scritto alcune note che pubblico volentieri per cercare di approfondire il problema.

Luca Fioretti
Ciao a tutti, sono Luca Fioretti, ho 25 anni, abruzzese, e sono un ciclista neo-professionista. Vivo attualmente una situazione particolarmente difficile in quanto sono rimasto senza contratto… una situazione in cui non avrei mai voluto trovarmi!
Il ciclismo è la mia vita, da sempre. Uno sport meraviglioso che pratico da quando avevo 11 anni e che mi ha richiesto un’infinità di sacrifici per raggiungere la massima categoria.
Nelle categorie giovanili, ho vinto le mie corse, 3-4 l’anno. Passato poi professionista, mi sono trovato subito a mio agio. In pianura, ero sempre nelle posizioni d’avanguardia del gruppo. Nella prima gara a tappe da neoprof, la Coppi e Bartali, sono riuscito subito a mettermi in mostra con due fughe, una nella seconda e una nella quarta tappa, dove tra l’altro il gruppo mi riaccuffa a 6 km dall’arrivo dopo 160 km fatti con il vento in faccia ad una media di 46 km/h. Poi, un mese di riposo e subito si parte per il Giro del Trentino, seconda gara a tappe, e l’ennesima fuga nella seconda tappa; in cima all’Alpe di Pampeago, sono riuscito a conquistare con grande gioia la maglia azzurra a punti, equivalente della maglia ciclamino al Giro d’Italia. Durante il Giro del Trentino, l’anteprima del Giro d’Italia, pedalavo al fianco di campioni come Basso, Di Luca, Garzelli… c’erano tutti… e sarebbe dovuto anche esserci Armstrong, se non si fosse rotto la clavicola qualche settimana prima. Che dire… una grandissima soddisfazione! Tornato dal Trentino, il Giro della Toscana ed ennesima fuga…
Poi via via tutte le altre gare… Nella seconda metà della stagione, la condizione e i risultati sono naturalmente venuti a mancare… era logico… sono giovane e le doti fisiche hanno un limite…
Mi ritrovo oggi senza squadra, in un periodo non troppo felice per il ciclismo. Vorrei tanto una mano, avere la possibilità di dimostrare quello che realmente valgo e quello che potrei fare per aiutare i compagni a vincere… Non m’importa il ruolo… Il sacrificio di se stesso per un leader è comunque molto gratificante. Ho sempre avuto lo spirito di squadra, non sono un solitario. E senza ciclismo, senza correre, io non ci so stare: è la mia vita!
Voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno vicino in questo periodo per me molto brutto.
Con affetto,
Luca Fioretti
Caro Luca ma sarà veramente solo la crsi economica la vera colpevole della tua situazione? Ti ho visto pedalare durante la tua fuga nella quarta tappa della Coppi e Bartali, molte volte mi hai chiesto il vantaggio sul gruppo poi, quando per i tuoi compagni di avventura è giunto il momento di alzare bandiera bianca tu hai regito e te ne sei andato da solo. In quel momento ho pensato che era parecchio tempo che non vedevo più nessun giovane così combattivo, sapevo che ti avrebbero ripreso, la Liguigas e la Katusha dietro stavano tirando forte (per poi perdere la corsa), ma il tuo coraggio mi ha emozionato e quando ti hanno ripreso, in fondo, mi è dispiaciuto.
Nel 2010, solo in Italia, saranno 29 i corridori che debuteranno da neo professionisti nelle squadre ProTour-Professional-Continental. Anche l’anno scorso sono stati molti gli atleti approdati al professionismo. Non è forse questo il vero problema del ciclismo attuale? Nel dare a tutti la possibilità di provare? Come d’altro canto è stata data a te. Quest’anno la F.C.I. ha provato a riscrivere alcune regole per il passaggio al mondo professionistico, io non mi sento i grado di giudicare se queste regole siano valide oppure no, credo però che poco contino di fronte a certi personaggi senza scrupoli che frequentano l’ambiente ciclistico, per i quali vale certamente di più la conoscenza di uno sponsor rispetto al coraggio da te dimostrato al tuo primo anno di attività. Quanti dei 29 che passeranno nel 2010 ne hanno realmete il merito e quanti passeranno per ragioni puramente commerciali occupando il posto di altri maggiormente meritevoli?
Caro Luca non credo che la tua situazione sia figlia solo della crisi economica ma più concretamente di un mondo ciclistico da ripensare o quantomeno da correggere.
In bocca al lupo a Te a al tuo Abruzzo, con la speranza di rivederti presto in gruppo… o meglio in fuga!!