Inserito da: Fausto Piccinini | 4 febbraio 2010

Il CRER e le notizie.

Ogni testata giornalistica, si sa, ha un proprio criterio di valutazione e selezione per la pubblicazione delle notizie. La notizia può essere considerata interessante oppure facente parte di una tendenza del momento o ancora, per le testate specializzate, essere dedicata al proprio settore.

Così che le testate o i siti web che si occupano di ciclismo, sono portate a pubblicare notizie sul mondo delle due ruote.

A maggior ragione i siti istituzionali, che si propongono come contenitori di informazioni, dovrebbero avere un criterio comune per la selezione delle notizie da pubblicare. Giornalmente, per abitudine, cerco di vedere anche il sito istituzionale del Comitato Regionale Emiliano Romagnolo, il quale vuole porsi in una veste di informazione istituzionale con la pubblicazione dei comunicati ufficiali di tutti gli organi preposti nonché fornitore di notizie sportive. Detto che l’intento è sicuramente lodevole, mi chiedo quali siano i criteri di valutazione e selezione delle notizie da pubblicare.

Ad esempio, l’11 gennaio è stata pubblicata la notizia del secondo posto dell’emiliana Vania Rossi ai campionati Italiani di ciclocross ma, ad oggi, nessuna informazione è uscita sulla positività della stessa nella gara tricolore. Vien da pensare che la valutazione delle notizie sia quella di dare i risultati ma di non parlare di atleti positivi. Legittimo, anche se personalmente non condivido.

Altro esempio, il 23 gennaio è stata pubblicata la notizia della vittoria della piacentina Giorgia Bronzini nella corsa a punti in una gara valida per Coppa del Mondo ma, ad oggi, nessuna notizia sulla vittoria del forlivese Matteo Montaguti nel Giro della Calabria. In questo caso potrei pensare che la Coppa del Mondo conti più del Giro della Calabria e che la valutazione sia sulla qualità delle competizioni. Legittimo, ma ancora una volta non condivido.

Di fronte a questi esempi come si potrà sapere, o avere la certezza, che il risultato di un atleta o l’ordine di arrivo di una gara venga pubblicato sul sito istituzionale del CRER se non si conoscono i criteri di valutazione e selezione per la pubblicazione delle notizie.

La trasparenza di un Comitato Regionale passa anche da qui.

Inserito da: Fausto Piccinini | 29 gennaio 2010

Mulino Bianco

Avete presente la pubblicita’ del mulino bianco? Quella della famiglia felice, dove facevano colazione tutti insieme, felici, la mattina appena svegli. Ecco quella e’ l”immagine che ci volevano vendere della famiglia  dell’ex cobra di Formigine.
Diventato papa’, mentre sconta la squalifica e si prepara al rientro alla prossima Milano Sanremo, lo immagiamo felice a fianco della sua compagna, Vania Rossi. Che bello pensare che entrambi si occupano del loro pargolo e, durante il loro tempo libero vanno ad allenarsi insieme! Eh sì, perche anche Vania corre in bici e qualche settimana fa si e’ aggiudicata la medaglia di argento al Campionato Italiano di ciclocross svoltosi all’idroscalo di Milano.
Peccato che la Sig.ra Ricco’ sia poi risultata positiva al controllo antidoping! E per cosa? Provate un po’ ad indovinare? Dai che ci siete, ancora un piccolo sforzo… Si! Proprio cosi’, positiva al CERA!!
Ecco ora io mi immagino questa bella famiglia felice che, al posto delle merendine del mulino bianco, al mattino si riunisce intorno al tavolo, appena svegli e fanno colazione con la CERA! Sono sicuro che presto qualche industria farmaceutica mi rubera’ questa idea e, con la famiglia Ricco’, ne’ realizzera’ uno splendido spot pubblicitario.
Gentili amanti dello sport del ciclismo, non siate solo tifosi, e quando considerate di concedere una seconda possibilita’ datela a chi, in questi ultimi anni, ha perso il posto di lavoro per colpa di questi falsi campioni.

Inserito da: Fausto Piccinini | 28 gennaio 2010

Ok ragazzi, è ufficiale l’EPO fa male!

Come riportato da Eugenio Capodacqua nel suo blog, l’esimio Marc Pfeffer, professore della Harvard University Medical School, ha pubblicato uno studio dal quale si evince che i pazienti trattati con EPO sono esposti al rischio di attacchi di cuore.

La ricerca ha esaminato gli effetti della Darboepoetina Alfa su 4.038 pazienti malati di diabete, anemia e insufficienza respiratoria comparati ad altri cui è stato somministrato un semplice placebo. Il rischio di attacchi di cuore per i malati trattati con l’EPO è risultato addirittura il doppio di quelli trattati con il placebo.

Il Prof. Pfeffer sostiene che l’assunzione di EPO è estremamente pericolosa e danneggia il cuore.

Meditate ragazzi, meditate!

Inserito da: Fausto Piccinini | 19 gennaio 2010

Disamina sullo stato del ciclismo

A chi fosse sfuggito, propongo la lettura della disamina sullo stato del ciclismo descritta da Matteo Romano nel suo “Ciclismo: già morto o ancora agonizzante?”.

Concordo con quanto scritto da Matteo sottolineando che solo unendo le forze e dimenticando le divisioni potremo tutti insieme fare qualche cosa di positivo per il nostro sport.

Inserito da: Fausto Piccinini | 19 gennaio 2010

Ma i tifosi sono … ammalati?

“Il tifo sportivo è un fenomeno sociale per cui un individuo o un gruppo di individui si impegnano a sostenere con vivo entusiasmo la vittoria di un concorrente o di una squadra in una disciplina sportiva. L’accezione sportiva del termine è in accordo con quella clinica, dal greco antico typhos che sta per febbre, forte accesso febbrile.”

Quanto sopra riportato è estratto dall’enciclopedia online wikipedia e sono convinto che sia la mera e pura verità.

Infatti occorre essere proprio ammalati per sostenere con vivo entusiasmo” personaggi sportivi che, al solo scopo di fama, gloria e vil danaro, cadono nelle più bieche piaghe del doping dando di se una penosa immagine. Eppure, anche dopo essere stati scoperti, svergognati e puniti, per il tifoso restano idoli da adorare. Allora perché, una volta riabilitati, dopo aver scontato la dovuta e sacrosanta squalifica, dovrebbero cambiare? Se il tifoso continua a sostenere con vivo entusiasmo” il proprio idolo, perché quest’ultimo dovrebbe pensare di sobbarcarsi fatiche e sudore allo scopo di ottenere gli stessi risultati che una semplice iniezione gli consentiva di ottenere?

Ma c’e’ di peggio!

In un mio vecchio post “Cocaina, nel calcio non è doping” parlavo del caso Carrozzieri e di come, uno stimatissimo giornalista sportivo, difendesse il calciatore del Palermo sostenendo la linea del Presidente Zamparini che lo definiva “…un ragazzo da aiutare”.

E’ di questi giorni la notizia di un altro caso di cocaina nel calcio e, questa volta, si tratta di un caso recidivo. Francesco Flachi, attuale attaccante del Brescia, nonché amico di calcio scommesse del Carrozzieri, dopo essere stato trovato positivo e squalificato per 16 mesi nel 2007, ci è ricascato. Di nuovo positivo alla benzoilecgonina (cocaina), ora rischia la radiazione.

Perché Flachi, al suo rientro dopo la prima squalifica, non ha cambiato il suo atteggiamento, portando rispetto al suo lavoro, al suo sport e al pubblico che paga il biglietto per vederlo giocare? Perché i suoi tifosi, dalla memoria corta, hanno già dimenticato la vergogna del doping, la successiva e meritata squalifica inflitta al giocatore e continuano a sostenerlo con vivo entusiasmo”.

Cari tifosi, per avere uno sport pulito, degno della declinazione dell’Antica Grecia, è ora di smetterla di idolatrare omuncoli che non sono in grado di fare nulla senza un supporto farmaceutico. La vanità dei valori è effimera e dannosa, come sosteneva Giovenale.

Inserito da: Fausto Piccinini | 8 gennaio 2010

EPOfania, ma perchè tutti i dopati non te li porti via?

La vecchia cara Befana è passata, purtroppo però si è portata via solo le feste lasciandoci i soliti problemi. Problemi conosciuti, di cui parlo da tanto, troppo tempo. Ogni volta che scoppia un caso nuovo però, vedo gente che cade dal pero e mi chiede se il ciclismo è veramente tutto marcio. Questa volta mi scandalizzo io! No, il ciclismo non è marcio, ma ci sono troppi delinquenti e persone senza scrupoli che frequentano il nostro ambiente.

Sta facendo scalpore l’intervista ad Eugenio Bani (19 anni), trovato positivo alla gonadotropina corionica, un ormone femminile, usato nello sport maschile per stimolare la produzione endogena del testosterone, l’ormone della forza.

Bani afferma “… noi giovani andiamo dietro a queste correnti senza sapere i rischi che corriamo.” e ancora “… è il sistema che ci corrompe… siamo costretti ad andare dietro agli altri se vogliamo arrivare perché questo è un mondo cosi e uno è costretto a doparsi”

Caro Bani, forse saresti anche un ragazzo simpatico, se evitassi di prenderci per i fondelli! Ti dico io una cosa, la prima volta che qualcuno ha provato ad infilarmi un ago io ho detto di NO! Le vitamine, se proprio le vuoi prendere, le assumi anche per via orale, la gonadotropina no, la puoi assumere solo attraverso un ago. Ma un ragazzone come te ha veramente bisogno di vitamine? E se tu, insieme ai tuoi compagni, ai tuoi avversari, insieme a tutti i genitori iniziaste a dire NO!, non credi che il ciclismo potrebbe cambiare? Invece? E’ molto più facile dire SI!, e sai il perché? Perché il ciclismo è fatica, la salita è dura e le gambe fanno male e allora diventa difficile dire NO!, perché una puntura di antidolorifici rende la vita più semplice, la fatica più sopportabile. Ed è qui che si vede la differenza fra gli uomini veri e i quaquaraqua, fra chi dice NO! e affronta la fatica, e chi dice SI! per non sentire il mal di gambe.

Cara Befana, il prossimo 6 gennaio fammi un favore, mentre ti porti via tutte le feste, portati via anche tutti questi pover’uomini.

Inserito da: Fausto Piccinini | 23 dicembre 2009

Buon Natale a Tutti!

Inserito da: Fausto Piccinini | 17 dicembre 2009

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale, molti anni fa, quando ero piccolo piccolo, ti scrissi una letterina nella quale ti chiesi in regalo una bicicletta, la mia prima bicicletta; e tu, nella tua grande bonta, me la facesti trovare sotto il mio povero albero. Ancora oggi ti ringrazio per quel regalo che, per tanti anni è stato compagno della mia vita, che mi ha fatto sognare, ridere, piangere e mi ha donato gioie immense.

Un nuovo Natale si avvicina, io sono invecchiato ma non è cambiata la mia voglia di scriverti, come ogni anno. Sono però cambiati i miei desideri. So che ci sono cose importanti che ti vengono chieste e tu sei molto impegnato a soddisfare desideri di bambini che soffrono la fame; che ti chiedono anche solo un pezzo di pane; di bambini che ti chiedono di porre fine alla guerra nel loro paese; di bambini che già si preoccupano di respirare un’aria più pulita su questo nostro pianeta alla deriva.

Caro Babbo Natale, se ti rimane un pò di tempo, ricordati di quel bambino che desiderava una bicicletta e che, quest’anno, desidera come dono uno sport pulito, un ciclismo senza doping, una occasione per tanti giovani di vivere esperienze gioiose in sella ad una fiammante due ruote a pedali.

Grazie.

Inserito da: Fausto Piccinini | 3 dicembre 2009

Povero AleJet

AleJet, al secolo Alessandro Pettacchi, subì una sospensione per essere stato trovato positivo al salbutamolo ad un controllo durante il Giro del 2007. La sua positivià derivava da una concentrazione pari a 1320 nanogrammi/ml di principio attivo nelle urine. A stabilire il limite massimo a 1000 nanogrammi/ml fu, qualche anno fa, la WADA.

Per chi non lo sapesse, la WADA (World Anti-Doping Agency) è una fondazione indipendente creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale nel 1999 con l’obbiettivo di coordinare la lotta contro il doping nello sport. Inoltre ha il compito di stilare un elenco di sostanze proibite che gli atleti non possono prendere.

Nell’elenco delle sostanze proibite del 2010 il limite della concentrazione del salbutamolo è stato portato da 1000 a 1600  nanogrammi/ml. Con questo nuovo valore il povero AleJet non sarebbe risulatato positivo e avrebbe evitato la sospensione dalla attività che non fù di poco conto.

Perchè la WADA ha innalzato questo valore?

La motivazione ufficiale tratta dal sito della WADA (www.wada-ama.org) è:  ”Nel corso degli ultimi anni, quasi tutti i casi in cui il salbutamolo è stata individuato sono stati oggetto di deroghe per uso terapeutico” Ma questo che vuole dire? Vai dal tuo medico, fatti fare una esenzione dovuta all’asma, presentala alla WADA così potrai usare il salbutamolo?

L’ennesima presa in giro a chi fa dello sport una sana cultura, una nuova possibilità per i delinquenti che ora potranno doparsi con maggiore tranquillità.

Dalle mie parti si dice ma WA DAr via i ……

Inserito da: Fausto Piccinini | 27 novembre 2009

Chi corre e chi no…

In tempi difficili come questi non è facile sopravvivere, la crsi finanziaria ed economica mondiale ci ha colpiti, chi più chi meno, un pò tutti; la lenta ripresa, da molti economisti dichiarata, sembra ancora una luce in fondo al tunnel. Le famiglie faticano ad arrivare a fine mese ed il numero dei disoccupati tende ancora ad aumentare. Fra questi, non solo chi ha un lavoro per così dire, normale; la crisi ha messo di mezzo anche il mondo sportivo. Così, ci si può trovare a spasso anche dopo un solo anno di attività nel modo professionistico. Uno dei tanti casi è quello di Luca Fioretti, professionista nel 2009 con la società Centri della Calzatura. Luca mi ha scritto alcune note che pubblico volentieri per cercare di approfondire il problema.

Luca Fioretti

Ciao a tutti, sono Luca Fioretti, ho 25 anni, abruzzese, e sono un ciclista neo-professionista. Vivo attualmente una situazione particolarmente difficile in quanto sono rimasto senza contratto… una situazione in cui non avrei mai voluto trovarmi!
Il ciclismo è la mia vita, da sempre. Uno sport meraviglioso che pratico da quando avevo 11 anni e che mi ha richiesto un’infinità di sacrifici per raggiungere la massima categoria.
Nelle categorie giovanili, ho vinto le mie corse, 3-4 l’anno. Passato poi professionista, mi sono trovato subito a mio agio. In pianura, ero sempre nelle posizioni d’avanguardia del gruppo. Nella prima gara a tappe da neoprof, la Coppi e Bartali, sono riuscito subito a mettermi in mostra con due fughe, una nella seconda e una nella quarta tappa, dove tra l’altro il gruppo mi riaccuffa a 6 km dall’arrivo dopo 160 km fatti con il vento in faccia ad una media di 46 km/h. Poi, un mese di riposo e subito si parte per il Giro del Trentino, seconda gara a tappe, e l’ennesima fuga nella seconda tappa; in cima all’Alpe di Pampeago, sono riuscito a conquistare con grande gioia la maglia azzurra a punti, equivalente della maglia ciclamino al Giro d’Italia. Durante il Giro del Trentino, l’anteprima del Giro d’Italia, pedalavo al fianco di campioni come Basso, Di Luca, Garzelli… c’erano tutti… e sarebbe dovuto anche esserci Armstrong, se non si fosse rotto la clavicola qualche settimana prima. Che dire… una grandissima soddisfazione! Tornato dal Trentino, il Giro della Toscana ed ennesima fuga… :-) Poi via via tutte le altre gare…  Nella seconda metà della stagione, la condizione e i risultati sono naturalmente venuti a mancare… era logico… sono giovane e le doti fisiche hanno un limite…
Mi ritrovo oggi senza squadra, in un periodo non troppo felice per il ciclismo. Vorrei tanto una mano, avere la possibilità di dimostrare quello che realmente valgo e quello che potrei fare per aiutare i compagni a vincere… Non m’importa il ruolo… Il sacrificio di se stesso per un leader è comunque molto gratificante. Ho sempre avuto lo spirito di squadra, non sono un solitario. E senza ciclismo, senza correre, io non ci so stare: è la mia vita!
Voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno vicino in questo periodo per me molto brutto.
Con affetto,
Luca Fioretti

Caro Luca ma sarà veramente solo la crsi economica la vera colpevole della tua situazione? Ti ho visto pedalare durante la tua fuga nella quarta tappa della Coppi e Bartali, molte volte mi hai chiesto il vantaggio sul gruppo poi, quando per i tuoi compagni di avventura è giunto il momento di alzare bandiera bianca tu hai regito e te ne sei andato da solo. In quel momento ho pensato che era parecchio tempo che non vedevo più nessun giovane così combattivo, sapevo che ti avrebbero ripreso, la Liguigas e la Katusha dietro stavano tirando forte (per poi perdere la corsa), ma il tuo coraggio mi ha emozionato e quando ti hanno ripreso, in fondo, mi è dispiaciuto.

Nel 2010, solo in Italia, saranno 29  i corridori che debuteranno da neo professionisti nelle squadre ProTour-Professional-Continental. Anche l’anno scorso sono stati molti gli atleti approdati al professionismo. Non è forse questo il vero problema del ciclismo attuale? Nel dare a tutti la possibilità di provare? Come d’altro canto è stata data a te. Quest’anno la F.C.I. ha provato a riscrivere alcune regole per il passaggio al mondo professionistico, io non mi sento i grado di giudicare se queste regole siano valide oppure no, credo però che poco contino di fronte a certi personaggi senza scrupoli che frequentano l’ambiente ciclistico, per i quali vale certamente di più la conoscenza di uno sponsor rispetto al coraggio da te dimostrato al tuo primo anno di attività. Quanti dei 29 che passeranno nel 2010 ne hanno realmete il merito e quanti passeranno per ragioni puramente commerciali occupando il posto di altri maggiormente meritevoli?

Caro Luca non credo che la tua situazione sia figlia solo della crisi economica ma più concretamente di un mondo ciclistico da ripensare o quantomeno da correggere.

In bocca al lupo a Te a al tuo Abruzzo, con la speranza di rivederti presto in gruppo… o meglio in fuga!!

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